Buoni pasto elettronici: risparmi per i datori di lavoro

I buoni pasto elettronici sono di fatto strumenti sostitutivi del servizio di mensa aziendale. La legge di Bilancio 2026, ha previsto l’aumento della soglia di importo fino a 10 euro su cui è possibile applicare il regime di favore sotto il profilo tributario e contributivo alternativo all’erogazione di un superminimo imponibile. Si sottolinea che i buoni pasto non sono cedibili, commercializzabili, cumulabili oltre il limite di 8 buoni o convertibili in denaro ed hanno validità di un anno. I buoni possono essere utilizzati solo se datati e sottoscritti dal titolare.

Importante ricordare che gli stessi sono esenti da tassazione fino all’importo giornaliero stabilito dalla legge mentre solo l’eccedenza rispetto a tale cifra, concorre a determinare il reddito da lavoro dipendente.

Il buono cartaceo non è soggetto a trattenute fino al valore facciale di 4 euro, quello elettronico è esente da tassazione fino al nuovo valore portato dalla legge di Bilancio 2026 a 10 euro.

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