Caro bollette: elettricità fino al 20% in più per le nostre imprese

Caldo torrido e impianti di climatizzazione e raffrescamento in funzione a pieno regime: la canicola estiva si farà sentire pesantemente anche in bolletta, soprattutto perché l’andamento dei costi energetici, legato alle situazioni di conflitto in corso e al blocco dello Stretto di Hormuz dove passa il 20% del Gnl mondiale, è preoccupante. “Le conseguenze di tutto questo si riscontrano quotidianamente nel carrello della spesa, nel carburante e nelle bollette di energia elettrica e gas - spiega Giorgio Chinellato, segretario dell’Associazione Artigiani Piccola e Media Impresa Città della Riviera del Brenta e consigliere di amministrazione di Caem, il Consorzio che negozia le tariffe per le forniture di gas ed energia alle imprese del territorio”.

 

Per capire l’impatto del costo delle forniture energetiche Caem ha analizzato l’andamento mensile dei costi per kWh a carico di alcune aziende. Ne emerge una situazione a dir poco sconfortante. Dall'analisi emerge infatti che un’azienda della lavorazione della pelle (e ce ne sono tante in Riviera del Brenta) a luglio pagherà il 14,2% in più rispetto a giugno per l’energia elettrica, per un’impresa della metalmeccanica si registra un +10,3%, per una della lavorazione del legno un +10% e per un’attività di acconciatura un +8,7%. Prendendo in considerazione il periodo tra aprile e luglio l'aumento medio oscilla tra il 15 e il 20%, con una situazione del tutto analoga per le famiglie. “Per quanto il Caem - dice Chinellato - possa fare, negoziando le tariffe per le sue 7.500 imprese presenti in tutta Italia, gli aumenti rimarranno comunque visibili. Ciononostante, nel 2025 il risparmio per le aziende consorziate è stato di circa 5,4 milioni di euro, con una media di 800 euro per impresa, riducendo per le 631 aziende veneziane consorziate i costi della bolletta annuale dell'8% rispetto ai costi medi del mercato e del 15% circa rispetto al costo della sola materia prima”.

 

Di fronte a questo scenario, le richieste del segretario Giorgio Chinellato sono chiare: “Serve una strategia di ampio respiro. Nell’immediato è necessario un intervento emergenziale, per quanto possibile, per una riduzione delle tariffe elettriche. L’altro passo è quello che ribadiamo da tempo: la necessità di superare l’impostazione del prezzo marginale (marginal price) che sta facendo pagare a caro prezzo l’elettricità utilizzata da tutti. Il prezzo marginale è il prezzo che viene determinato sostanzialmente dalla centrale di produzione più onerosa. Riteniamo invece più equo che il prezzo dell’energia venga definito sulla base della media ponderata tra le centrali che offrono in borsa l’energia da loro prodotta. Ci rendiamo conto che sul tema ci siano diversità di vedute e interessi, ma è evidente che non è giusto pagare il prezzo di produzione di energia calcolato sul sistema più costoso, ovvero quello del gas”. Accanto a questo intervento, gli Artigiani della Riviera chiedono di spingere al massimo sulle rinnovabili e sull’efficientamento energetico: “Chiediamo che una parte significativa dei 14 miliardi di euro, richiesti all’Europa per lo scostamento del bilancio italiano fino al 2028 - conclude Chinellato - sia dedicata a sostenere e incentivare aziende e famiglie verso l’autoproduzione di energia elettrica. I nostri rappresentanti territoriali in Parlamento si facciano portavoce di questa opportunità. In questi anni molte piccole imprese e famiglie si sono dotate di fonti di energia rinnovabili, in particolare di impianti fotovoltaici, per ridurre i costi e per dare un contributo positivo in termini di benefici ambientali. Dobbiamo renderci quanto più autonomi nella produzione energetica”.

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