Edilizia, numerosi i cantieri in Riviera del Brenta

“Il settore dell’edilizia in Riviera? Chiusura delle pratiche del super bonus 110 % permettendo, il lavoro nel comprensorio non manca. Tanti i cantieri che si sono aperti dopo la disastrosa grandinata dello scorso 19 luglio e dei giorni seguenti, mentre resta sempre difficile reperire manodopera”. A spiegarlo è Loris Menegazzo referente della categoria degli edili dell’Associazione Artigiani “Città della Riviera del Brenta” e il segretario Giorgio Chinellato.

Le aziende della filiera sono circa 170 nel comprensorio dei 10 Comuni (di queste una sessantina quelle degli impiantisti). L’ Associazione ricorda che a livello nazionale tra il 2019 e il 2022 ben 2,1 punti di crescita del Pil sono arrivati dai maggiori investimenti in
costruzioni in Italia rispetto al resto dell’eurozona. Inoltre, tra il quarto trimestre 2019 e la fine del 2022 il settore delle costruzioni ha fatto registrare un aumento di 257mila occupati. Ovviamente il 2023 ha fatto registrare un calo visto la decisione del Governo di chiudere l’esperienza e il 2024 ne rappresenterà l’epilogo. “Va detto – spiega Menegazzo – che anche se tante aziende della zona avevano puntato sul Superbonus 110%, già nel corso dei mesi nel 2023 molte si sono ricollocate sul mercato tradizionale. Tanti lavori sono stati
commissionati e ora sono in atto a causa della disastrosa grandinata dello scorso 19 luglio, che ha danneggiato i tetti delle case e delle attività produttive di interi paesi della Riviera del Brenta. I lavori per mettere tegole in cemento sono richiestissimi visto che i tetti in coppi sono andati in tanti casi distrutti dalle grandinate e le tegole offrono maggior resistenza” .

Le zone colpite dalla grandinata dello scorso luglio sono in Riviera Dolo, Fossò, Fiesso, Stra, Vigonovo, Camponogara, Campagna Lupia, Pianiga e in misura minore Mira. Resta il fatto poi che in edilizia reperire manodopera è sempre più complicato. “Lavoratori italiani da anni non se ne trovano praticamente più – conclude Menegazzo – e anche quelli stranieri ormai sono difficili da trovare. Ci sono delle scuole di edilizia in Veneto che stanno stanno formando dei giovani per il settore. Sono esperienze positive da incentivare sul territorio”. Sul versante degli impiantisti il futuro in arrivo non appare roseo. “Le aziende edili in diversi casi sono ferme – spiega Andrea Bernardi referente dell’area impiantisti – e questo si ripercuote anche sulle commissioni degli impiantisti. I nuovi bonus che sono stati ideati poi, ai privati non appaiono per ora convenienti come il Superbonus 110”.

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