Fine dei Bonus e rincari: il settore edile locale a un bivio

“Dopo il periodo dei bonus, soprattutto dopo quello del Superbonus del 110 %, il comparto edile della Riviera del Brenta ha registrato un calo in termini di fatturato. Si tratta di una situazione complicata da affrontare che può essere mitigata solo in parte dal coinvolgimento delle aziende in appalti pubblici“. A dirlo è Giovanni Bolzonella capo categoria del comparto edili dell’Associazione Artigiani “Città della Riviera del Brenta” che fa l’analisi della situazione in cui versa il settore a livello locale. Il comparto degli edili dell’Associazione conta 150 iscritti complessivi, di cui sono un centinaio le aziende edili vere e proprie e una cinquantina di aziende collegate, cioè quelle di lattoneria e piastrellisti e dipintori. La dimensione media dell’azienda artigiana è di 2- 3 dipendenti oltre ai titolari. “Siamo di fronte – spiega Bolzonella – ad una situazione difficile. Con la chiusura della stagione del Superbonus del 110 % il comparto della costruzione di appartamenti privati per le famiglie si è fermato nel comprensorio“. Motivo? Le nuove case costano troppo per le tasche delle famiglie che vivono dei loro stipendi.

 

"Un appartamento, una casa di 120 metri quadrati – spiega Bolzonella - in una zona come Mira, in classe energetica A, arriva a costare mediamente 400 mila euro. Un acquisto troppo oneroso per una famiglia che vive di stipendi che normalmente che si aggirano sui 1500 euro netti. Se poi la famiglia è monoreddito, di fatto qualsiasi acquisto per una nuova costruzione è escluso”. I salari insomma delle famiglie medie, che in Italia sono fra i più bassi in Europa, bloccano lo sviluppo del comparto. “Possibilità di mitigare una situazione così complicata – dice Bolzonella – ce ne sono ancora se si lavora per il settore pubblico, cioè con cantieri prevalentemente finanziati dal Pnrr o per grosse aziende industriali e commerciali, realizzando cioè opere pubbliche o capannoni. Nel privato comunque una strada per incentivare ristrutturazioni o ampliamenti c’è ed è quella dell’acquisto dei crediti edilizi. Uno strumento urbanistico che permette di recuperare volumetrie dall’abbattimento di ruderi di case o edifici di ex attività produttive. Uno strumento che andrebbe più incentivato e pubblicizzato anche da parte dei Comuni”.

 

Resta poi il problema del reperimento della manodopera. “E’ praticamente impossibile – conclude Bolzonella – trovare manodopera locale preparata e anche fra gli operai di origine straniera è sempre più complicato reperire maestranze. Vanno fatti sempre più percorsi di formazione professionale destinati sia agli immigrati intenzionati a restare in Italia che ai giovani che vogliono fare questo lavoro”.

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