"Con la zona rossa grave danno economico per il comparto benessere"
Confartigianato Benessere – Tiziana Chiorboli Presidente nazionale e regionale veneta della Federazione Benessere: “Grave danno economico per il comparto dalla chiusura in zona rossa stimabile in almeno 18 milioni e mezzo di euro. Vero pericolo sono operatori abusivi”. In Veneto operano 11.960 aziende di acconciatura ed estetica con 24.153 addetti.
“Se questa sera il Veneto entrerà in zona rossa, a fronte di quanto prevedono i vari decreti, ci resterà almeno per le prossime due settimane con un danno enorme per la categoria dell’acconciatura ed estetica che, in base al recente DPCM dovranno restare -secondo noi ingiustificatamente-chiusa. Un danno stimabile in almeno 18 milioni e mezzo di euro. Nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020, infatti, per l’effetto combinato di mancati ricavi a causa della chiusura e della concorrenza dell’abusivismo, le 11.960 imprese artigiane venete di acconciatura e di estetica venete(che danno lavoro a oltre 24 mila persone) hanno registrato una perdita economica di oltre 110 milioni di euro, pari al 18,1% del fatturato annuo”.
La denuncia arriva dalla Presidente nazionale e regionale veneta della Federazione Benessere di Confartigianato Tiziana Chiorboli. “La chiusura dei nostri saloni – sottolinea Chiorboli – è del tutto ingiustificata nei confronti di imprese che in questi mesi hanno applicato con la massima diligenza le linee guida dettate dalle autorità sanitarie e dal Governo, intensificando le già rigide misure previste dal settore sul piano igienico-sanitario, e si sono riorganizzate per garantire la massima tutela della salute degli imprenditori, dei loro collaboratori e dei clienti. La sospensione delle nostre attività svolte in sicurezza finirà per innescare l’impennata dell’offerta di prestazioni da parte di operatori abusivi che rappresentano il vero pericolo per la salute dei cittadini, oltre che danneggiare ulteriormente sul piano economico le aziende in regola. Senza considerare che, a fronte di ulteriori misure restrittive, gli imprenditori non possono attualmente contare su alcuna certezza per quanto riguarda gli interventi di ristoro”.
Confartigianato Acconciatori chiede al Governo di riconsiderare le misure restrittive riguardanti le attività di acconciatura, consentendone lo svolgimento anche nelle zone rosse, a tutela della salute dei cittadini e dell’economia del settore.